Domenica, 21 gennaio 2018 ore 20:59
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Il Sahara Occidentale si estende su una superficie di poco inferiore a quella dell’Italia (301.000 Kmq). A causa dell’imprecisione del tracciato delle sue frontiere la sua estensione è stimata tra i 266.000 kmq e i 284.000 kmq, a seconda delle fonti.

Esso confina a nord con il Marocco, per una lunghezza di 450 km, a nord-est con l’Algeria per 60 km, a est e a sud con la Mauritania per 1.600 km, a ovest con l’Oceano Atlantico per oltre 1.000 km.Il territorio è diviso tradizionalmente in due regioni: il Saguiat al Hamra (il fiume rosso) a nord e il Rio de Oro a sud, ma a dispetto di questi due nomi non esiste nessun corso d’acqua permanente. La colonizzazione spagnola aveva fissato i capoluoghi delle due regioni rispettivamente a El Aiun e a Villa Cisneros (oggi Dakhla).

Dal punto di vista morfologico, il Sahara Occidentale comprende zone ben distinte. La zona costiera è sabbiosa dal confine col Marocco fino a El Aiun, più a sud la costa diventa rocciosa fino a capo Blanc, al confine con la Mauritania. La costa presenta pochi ripari naturali. La regione del Saguiat al Hamra è attraversata dall’ued (fiume) omonimo; il nome viene dal colore che l’argilla dà all’acqua che scorre solo in funzione di eventuali forti piogge. E’ una regione relativamente ricca di pozzi d’acqua. Il centro-est è dominato dalla formazione rocciosa dello Zemmur, che non supera i 400 m di altezza. Nel sud-est la vasta regione desertica del Tiris è particolarmente secca e solo dopo le rarissime piogge si copre di vegetazione. Nel sud-ovest si trova il rilievo più elevato, l’Adrar Suttuf (500 m).

il clima dell’interno è arido, con inverni freddi e secchi, estati molto calde, e forti escursioni termiche giornaliere. La costa è umida, con formazione di nebbie, e temperature relativamente miti.

Le piogge, rare sia all’interno che sulla costa, consentono tuttavia il germogliare di una vegetazione che è alla base dei pascoli delle zone più desertiche. L’albero più diffuso è l’acacia, dai rami spinosi. L’unica coltura agricola è quella dell’orzo che viene seminato subito dopo la pioggia. L’acqua piovana si raccoglie per breve tempo nelle depressioni, le sabka, una sorta di laghi salati temporanei, e le guelta, bacini rocciosi.

In questo ambiente si è formata nel corso dei secoli la società sahrawi. Essa ha subito naturalmente delle trasformazioni, conservando tuttavia delle caratteristiche comuni.

Il clima e l’ambiente hanno condizionato il modo di vita, che è nomade al fine di consentire al bestiame, composto essenzialmente di capre e cammelli, di spostarsi in funzione dei pascoli e di potersi riprodurre per fornire la base dell’alimentazione (latte in primo luogo e carne) e di una parte delle materie prime (pelli, peli, ecc.). Gli stessi sahrawi si sono denominati awalad al-muzna “figli delle nuvole” proprio per il loro incessante spostarsi in cerca dell’acqua rilasciata dalle nuvole gonfie di pioggia (muzna).

L’attuale territorio del Sahara Occidentale, le cui frontiere sono state tracciate dalla colonizzazione europea all’inizio del 1900, coincide solo approssimativamente con l’area in cui si è formata la società sahrawi. Per distinguere questa zona più vasta del Sahara Occidentale, si usa il concetto geografico di Sahara occidentale. Cartina Sahara Occidentale

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